Carenza di corretta informazione sui rischi derivanti dall’esposizione a campi elettromagnetici

maggio 13, 2014 | By | Reply Leggi tutti

telefoni-cellulari-esposizione-campi-elettromagneticiTroppo spesso assistiamo ad una carenza di corrette informazioni relative ai rischi derivanti dall’esposizione a campi elettromagnetici.

La grande mole di dati scientifici attualmente in nostro possesso ne testimonia la pericolosità, soprattutto per bambini ed adolescenti.

I cittadini hanno il diritto di essere informati in maniera completa, supportati da un punto di vista scientifico e senza alcun tipo di allarmismo su una problematica di tale rilevanza ed attualità.

Le nuove tecnologie che impiegano campi magnetici non devono per forza mettere in pericolo la nostra salute, ma grazie ad un’informazione puntuale ed indipendente, è possibile migliorarne l’utilizzo, e conseguentemente la qualità della nostra vita.

I primi campanelli d’allarme in italia giungono dall’associazione “Apple” di Padova, e dal dirigente aziendale bresciano, Innocente Marcolini.

La prima è da tempo impegnata nella lotta all’elettrosmog, mentre il secondo due anni fa è riuscito a vincere in Cassazione una causa contro l’Inail – “Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali” – dimostrando la connessione tra l’utilizzo del telefono cellulare e il tumore alla testa di cui è stato vittima.

Entrambi hanno deciso di intraprendere un’azione legale, ricorrendo al Tar del Lazio, per proporre al Governo e al Ministero di condurre una importante campagna informativa per informare la popolazione sui danni conseguenti all’eccessiva esposizione elettromagnetica.

L’obiettivo inoltre, è quello di fornire adeguate precauzioni per limitarne o addirittura annullarne gli effetti, come ad esempio l’utilizzo dell’auricolare per telefonare.

La fondatezza delle osservazioni portate in esame al Tribunale amministrativo regionale sono suffragate dagli studi effettuati dallo Iarc – International Agency for Research on Cancer – che non ha esitato a catalogare le radiazioni come “agente possibile cancerogeno”.

Oltretutto le stesse compagnie suggeriscono agli utenti di adoperare l’auricolare, consigliando di tenere il dispositivo ad almeno dieci centimetri di distanza dall’orecchio.

La prevenzione quindi, si pone come l’unica ed efficace alternativa a conseguenze che i legali Stefano Bertone, Chiara Ghibaudo e Renato Ambrosio, non hanno esitato a definire “potenzialmente catastrofiche a danno della salute pubblica”. Intanto fioccano le proposte indirizzate direttamente alle compagnie telefoniche, per obbligarle ad inviare via sms un elenco completo di rischi e danni potenziali derivanti dall’uso dei telefoni cellulari.

A queste si aggiungono delle richieste atte a disincentivare le promozioni comprendenti minutaggio illimitato oltre a promuovere campagne di sensibilizzazione mirate.
Il legale Stefano Bertone ha aggiunto che “In altri paesi come Francia, Russia, Israele ma anche nella città di San Francisco è già stato fatto”.

Un atto di prevenzione doveroso, se si prendono in esame i dati relativi agli utenti italiani: sono ben 40 milioni gli utenti che utilizzano un dispositivo mobile, che spendono mediamente dalle ottanta alle centottanta ore al telefono nell’arco di un anno.

Senza considerare chi usa il cellulare per attività professionali, che può facilmente raggiungere e superare una media di 360 ore annue, corrispondenti a circa un’ora di telefonate al giorno.

Ciò che ha portato le parti ad intraprendere un procedimento legale è stata sostanzialmente l’inazione del Ministero della Salute, che non ha mai provveduto in maniera efficace nonostante i numerosi solleciti, come ha spiegato il presidente dell’associazione Apple Paola Masiero.

Chiosa l’avvocato Renato Ambrosio: “Non vogliamo che, tra qualche anno, si parli dei cellulari come nuovo amianto, ma solo che vi sia un uso corretto, soprattutto per chi non può farne a meno”.

Fonte larepubblica.it

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Categoria: Elettrosmog

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