Indumenti: non solo formaldeide e metalli pesanti

maggio 13, 2014 | By | Reply Leggi tutti

abbigliamento-formaldeideIl progresso ci regala molte utili novità, ma purtroppo anche qualche spiacevole sorpresa.

E’ il caso dell’industria tessile, che si è arricchita di nuovi tessuti e metodi di lavorazione senz’altro innovativi ed apprezzabili, ma ultimamente ha anche creato apprensione nei consumatori.

Gli indumenti coprono il corpo e sono a diretto contatto con la pelle; ci aspettiamo che siano sicuri, invece spesso veicolano sostanze pericolose e nocive per la salute.
Con i metalli pesanti conviviamo quotidianamente; i più tossici sono l’alluminio, il piombo, il cadmio ed il mercurio e spesso entriamo a contatto con essi anche attraverso gli abiti.
Stesso discorso per la formaldeide, gas incolore e cancerogeno, e per i ftalati, composti chimici nocivi per fegato, reni, testicoli e polmoni.
Queste sostanze sono state trovate in molti indumenti anche di grandi marche.

Greenpeace ha lanciato l’allarme facendo analizzare abiti realizzati da brand famosi di diversi Paesi e in diversi laboratori, col risultato che sono stati trovati quasi tutti positivi ad una o più delle sostanze tossiche sopra citate.
Questo comporta rischi seri per la salute, poiché le sostanze pericolose si accumulano nell’organismo agendo da interferenti endocrini.
Ftalati, formaldeide, metalli pesanti diventano responsabili di infertilità, tumori, pubertà precoce, neoplasie varie.

Da questo inquinamento dei tessuti non sono esenti gli indumenti per bambini, sicuramente i soggetti a rischio più elevato. Anzi, gli indumenti presi in esame da Greenpeace appartenevano proprio alla categoria bambini di marchi come Dolce & Gabbana, Giorgio Armani, Marc Jacobs, Hermes, Dior, Louis Vuitton, Trussardi e Versace
Greenpeace, alla luce di tutto questo, ha chiesto espressamente ai famosi brand di Alta Moda di impegnarsi nel produrre indumenti ed accessori sicuri, anche e soprattutto dal punto di vista delle sostanze contenute nei tessuti, che passano lentamente ed inevitabilmente nell’organismo, causando problemi seri.

I grandi produttori possono essere i primi a dare esempio di trasparenza, migliorando il loro sistema di produzione e, di conseguenza, consegnando capi che non rappresentino un rischio per la salute.
Naturalmente ci si aspetta un simile impegno da ciascun produttore di indumenti, ma le grandi marche famose possono fare la differenza.
Forse, in un certo senso, spetta a loro essere i primi a dare l’esempio e ad agire concretamente, assicurando la trasparenza della filiera, chiedendo ai loro fornitori di pubblicare i dati degli scarichi di sostanze pericolose degli stabilimenti e di prodigarsi per ridurli, fino ad azzerarli.
Molte grandi aziende hanno accettato la sfida ed hanno sottoscritto l’impegno, cercando di riconquistare la fiducia di piccoli e grandi clienti.

Fonte larepubblica.it

Foto homeguides.sfgate.com

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Categoria: Coloranti, conservanti, Ftalati, Insetticidi, pesticidi, Metalli pesanti

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