Istamina e emicrania, una relazione stretta benché sconosciuta

aprile 29, 2014 | By | Reply Leggi tutti

istamina-emicraniaL’istamina, una molecola presente in tutti gli esseri viventi e in tutti gli alimenti, è un composto vitale per l’organismo. Si trova in tutti i prodotti alimentari, anche se le proporzioni variano a seconda della specie.

L’istamina è una sostanza di notevole interesse biologico che presenta una vasta distribuzione nei vari tessuti del corpo umano, nei quali svolge importanti attività fisiologiche. Agisce da mediatore nella risposta di ipersensibilità immediata e nelle allergie, interviene nella funzionalità della muscolatura liscia bronchiale e dei vasi sanguigni, nella regolazione della secrezione gastrica e funge da neurotrasmettitore nel sistema nervoso centrale.

L’istamina è inoltre un’ammina biogena che è possibile trovare in molti alimenti di tutti i giorni; in particolare, può essere presente in quantità elevate in quegli alimenti che sono spesso indicati come scatenanti dell’emicrania negli individui suscettibili.

L’istamina è quindi necessaria per la vita, ma può anche accumularsi in eccesso e convertirsi in una molecola “nociva”.

La relazione tra dieta e emicrania è di vecchia data, nonché controversa, e si è fondata sull’associazione, attraverso inchieste, tra il consumo di determinati alimenti e la comparsa del dolore emicranico. Molti degli alimenti in questione erano potenzialmente ricchi di ammine biologicamente attive: istamina, tiramina e altre. Nonostante questa associazione, la relazione tra dieta e emicrania presenta alcuni punti incerti, quali:

  • la presenza di ammine negli alimenti è incostante, persino all’interno di un medesimo tipo di prodotto; ciò potrebbe spiegare alcune apparenti contraddizioni, per esempio il fatto che non sempre gli alimenti in questione scatenano la malattia;
  • non tutti gli alimenti messi in relazione con la comparsa dell’emicrania sono ricchi di istamina, però possono rilasciare istamina endogena.

Nei casi in cui vi è sproporzione tra l’istamina ingerita o rilasciata dalle cellule che l’accumulano nell’organismo e la capacità di metabolizzazione della stessa, si ha allora accumulo di istamina nel plasma; il fenomeno è noto col nome di istaminosi alimentare, e determina la comparsa di effetti collaterali, il più marcato dei quali è l’emicrania, a causa della vasodilatazione delle arterie dovuta al summenzionato eccesso di istamina.

Ma se è presente in tutti i prodotti alimentari… perché fa male ad alcune persone e ad altre no?

L’eccesso di istamina, per essere degradato normalmente, richiede che gli enzimi di metabolizzazione funzionino correttamente. Qualora ciò non accada, l’istamina ingerita non viene metabolizzata in modo adeguato e compaiono gli effetti collaterali, che si contraddistinguono per la loro natura inabilitante, l’emicrania. L’enzima predominante nella metabolizzazione e neutralizzazione dell’istamina è la “diaminossidasi”, nota anche come DAO.

Causa principale della disfunzione enzimatica

A causa di un’origine genetica, alcune persone hanno o producono poca diaminossidasi (DAO) e questo fa sì che l’eccesso di istamina non sia neutralizzato e provochi, tra gli altri fastidi, l’emicrania. (Da ciò deriva il fatto che sino a poco tempo fa si riteneva che l’emicrania fosse ereditaria, mentre invece a essere ereditaria è la carenza di DAO). Tuttavia, a questo bisogna sommare un altro fatto; le persone che soffrono di emicrania si abituano a trattarla con medicinali, molti dei quali inibiscono l’attività dell’enzima diaminossidasi (DAO) bloccandone quindi la capacità di disattivare l’istamina ingerita. Per questo motivo, con l’assunzione di medicinali i pazienti emicranici più sensibili all’istamina non fanno che aggravare il problema, creando un circolo vizioso. (Esistono più di 90 medicinali riconosciuti e commercializzati che inibiscono l’enzima DAO). A prescindere dagli alimenti ingeriti, tuttavia, se l’enzima DAO viene inibito, il risultato è un aumento dell’emicrania!

L’origine di questo deficit enzimatico è dovuta ad almeno tre possibilità:

– Origine genetica: sono stati identificati polimorfismi genetici con differenti attività enzimatiche, e questo spiega perché si soffra di emicrania all’interno di un medesimo gruppo familiari.

– Origine patologica: sembra che il deficit di DAO sia maggiormente prevalente nella popolazione con patologie infiammatorie intestinali (colite ulcerosa, morbo di Crohn).

– Origine farmacologica: tramite blocco o inibizione dell’enzima DAO da parte di vari farmaci. Questo rischio è relativamente importante poiché sono stati segnalati all’incirca 90 medicinali, alcuni dei quali di uso molto comune, in grado di inibire quest’enzima. (V. articolo “Histamina y Medicamentos”)

L’ultima ricerca condotta congiuntamente con la Facoltà di Nutrizione e Bromatologia dell’Università di Barcellona, e conclusasi nel maggio 2010, ha dimostrato che il 95% dei pazienti emicranici ha una ridotta attività DAO e che nel 49% dei casi i pazienti emicranici avevano un valore di attività dell’enzima DAO “molto ridotto”.

Fonti:
allergie-intolleranze.it
aha.ch

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Categoria: Analisi di laboratorio

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