PCB e diossine nel latte materno: impossibile rimanere indifferenti

maggio 5, 2014 | By | Reply Leggi tutti

DioxinLa presenza di diossine e PCB nel latte materno e il loro trasferimento al lattante rappresentano la punta dell’iceberg di una situazione molto grave: l’esposizione ed i relativi danni già avvenuti durante la vita intrauterina.

Molte popolazioni, soprattutto se vivono in territori densamente industrializzati, sono sottoposte ad una crescente esposizione a questi e altri inquinanti.

Il monitoraggio della contaminazione del latte materno permette di stimare l’esposizione presente e pregressa di una popolazione. Grazie alle misure di controllo messe in atto dopo la firma della Convenzione di Stoccolma nel 2004, i livelli di inquinamento stanno diminuendo in Europa.

Persistono tuttavia delle situazioni allarmanti: in Italia queste si concentrano in zone ad alta densità industriale e attorno agli inceneritori. A Taranto e a Montale (Pistoia), su iniziativa dei cittadini, sono stati analizzati campioni di latte materno riscontrando livelli di diossine molto al di sopra di quelli raccomandati come sicuri.

A Montale, il profilo dei PCB trovati nel latte materno era del tutto sovrapponibile a quello dei PCB emessi dall’inceneritore. Questi risultati non devono essere usati per scoraggiare l’allattamento, che anzi rappresenta un vantaggio, rispetto al non allattamento, per neonati già contaminati da diossine e PCB in utero.

Devono essere invece usati, con l’istituzione di un monitoraggio regolare da parte delle autorità competenti, per spingere verso scelte politiche in direzione di un diverso modello di sviluppo per la salvaguardia delle generazioni future.

Se volete approfondire:

terranauta.it

isde.it

 

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Categoria: Insetticidi, pesticidi, Metalli pesanti

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