Polo chimico di Bussi: contaminata l’acqua destinata a 700.000 persone

giugno 10, 2014 | By | Reply Leggi tutti

bussi_polo_chimicoA prescindere dalle implicazioni di tipo legale nei confronti della Montedison (se ne sta occupando la Magistratura), ciò che vogliamo sottolineare sono le implicazioni di tipo medico-sanitario che riguardano un numero elevatissimo di cittadini.

Da uno studio, ora agli atti della Corte, condotto dall’Istituto superiore di sanità, emerge che circa 700 mila persone, almeno sino al 2007, anno in cui la forestale sequestrò la discarica e mise i sigilli all’acquedotto, sarebbero entrate in contatto con sostanze inquinanti.

Per decenni la discarica sarebbe stata utilizzata per smaltire illegalmente rifiuti pericolosi, poi permeati nelle falde acquifere, tra cui cloroformio, tetracloruro di carbonio, esacloroetano, tricloroetilene, triclorobenzeni e metalli pesanti.

Intanto, Augusto De Sanctis, del Forum Abruzzese dei Movimenti per l’Acqua, parla di «notizie sconvolgenti». «Un’intera valle con due capoluoghi di provincia, Pescara e Chieti – afferma – è stata letteralmente massacrata dalla chimica.

È urgente mettere in campo ogni azione per monitorare tutta la valle e avviare le azioni di disinquinamento».

Cosa fare per aiutare coloro che sono venuti in contatto con tali sostanze tossiche (tra questi, bambini, anziani, malati, donne in gravidanza)?

A scopo diagnostico sarebbe opportuno effettuare un biomonitoraggio per valutare la presenza di metalli pesanti nell’organismo (ad esempio tramite esame delle urine, meglio se dopo stimolazione con chelanti), e procedere quindi con una  terapia di detossificazione impiegando prodotti come la Clorella, il Coriandolo, la Zeolite, tutte sostanze naturali sostanzialmente prive di effetti collaterali.

Fonte Il Centro – Pescara

 

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Categoria: Coloranti, conservanti, Metalli pesanti

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