NoTriv, il referendum del 17 Aprile in poche parole

marzo 30, 2016 | By Leggi tutti
trivelleQualche informazione in più prima di votare ‘sì’ o ‘no’ al referendum sulle trivelle del prossimo 17 aprile, che deve raggiungere un quorum del 50 per cento +1 degli aventi diritto, per essere considerato valido.
Oggi in Italia non si possono ottenere permessi di ricerca o prospezione né concessioni di coltivazione di petrolio e gas entro le 12 miglia dalla costa. Eppure la legge di Stabilità del 28 dicembre scorso, permette a chi ha già ottenuto un permesso di rinnovarlo continuando l’attività “per la durata di vita utile del giacimento”, consentendo ad alcune società di continuare la loro attività in alcune aree considerate invalicabili . Se prima le concessioni di coltivazione avevano una durata di 30 anni (prorogabile per periodi di 10 e 5 anni) e i permessi di ricerca di 6 anni (anche questi prorogabili), la legge di Stabilità ha decretato che i titoli già rilasciati non abbiano più scadenza.
Per cosa si vota?
I cittadini potranno decidere se abrogare (con il ‘SI’) questa parte di norma e far valere il divieto di operare entro le 12 miglia dalla costa, facendo cessare le attività in corso in mare. Non immediatamente, ma alla data di scadenza ‘naturale’ della concessione (anche qualora ci fossero ancora petrolio o gas da estrarre) Se passa il ‘NO’, invece, si va avanti fino all’esaurimento. In Italia sono state rilasciate 35 concessioni per estrazione di idrocarburi (coltivazione) in mare che interessano anche aree entro le 12 miglia dalla costa. Ventisei sono quelle produttive tra il mare Adriatico, il mar Ionio e il canale di Sicilia, per un totale di 79 piattaforme e 463 pozzi. L’attuale norma salva anche i permessi di ricerca già rilasciati: sono dodici, compreso quello che riguarda Ombrina Mare.
Il Comitato Referendario “del SI” è formato dalle 10 Regioni (Liguria, Veneto, Marche, Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria e Sardegna) che hanno promosso il referendum.
Vi è poi il Comitato Referendario delle Organizzazioni non Governative, che raggruppa una lunga lista di movimenti, associazioni e comitati rappresentativi della società civile.
Perchè votare SI?
il Referendum ha l’obiettivo di salvaguardare i mari italiani dalla corsa al petrolio , non contando che ormai i fondali del nostro paese hanno ben poco da offrire.
Ma non solo: le conseguenze legate alla ricerca di idrocarburi e alle attività estrattive non sono certo da prendere alla leggera . Le attività delle piattaforme rilasciano sostanze chimiche inquinanti e pericolose nell’ecosistema marino, con un forte impatto sia sull’ambiente che sugli esseri umani. Senza parlare poi di tecniche come l’airgun, vere e proprie esplosioni di aria compressa, che gravano in maniera importante sulla fauna marina.
E tutto questo sperando che tutto vada bene, poichè in caso di incidente, considerando che i nostri mari sono “chiusi”, anche un problema di piccole dimensioni potrebbe diventare estremamente dannoso sull’ecosistema marino. Con l’abrogazione, le attività petrolifere andranno progressivamente a cessare, secondo la scadenza “naturale” fissata al momento del rilascio delle concessioni e tuteleremo definitivamente le acque italiane.

Categoria: Elettrosmog, In evidenza

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